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Educazione ambientale / Idee di riferimento

 

LA POSIZIONE DEI CEMEA

Uomo ed ambiente: un rapporto di interazione, un sistema dialettico fonte di trasformazioni il cui equilibrio è sempre più problematico.

Il degrado ambientale, su scala planetaria, ha già superato da tempo il livello di guardia. Reciprocamente, l’uomo sta vivendo uno dei periodi più drammatici della sua storia.
Avviare un processo di riequilibrio non è, probabilmente, più possibile, sebbene sia chiaro che la gestione esiste e non può essere elusa, richiedendo comunque l’attuazione di profondi cambiamenti dei modelli di sviluppo economico, oltre che riferimenti culturali, etici e cognitivi che ridefiniscano il rapporto tra uomo ed ambiente.

La scuola, e più in generale il nostro sistema formativo ed educativo sono chiamati, per lo meno per coerenza, ad un compito essenziale: rielaborare un nuovo insieme di valori, concezioni, paradigmi epistemologici, esperienze concrete in cui l’ambiente venga considerato non come indifferente “scenario” dell’inutile potenza dell’uomo, né, tanto meno, inerte materia da sfruttare senza scrupoli.

Il compito d fronte al quale siamo posti è dunque quello di una educazione ambientale delle “seconda generazione”, ovvero di una E.A. che non basi più semplicemente sulla conservazione della natura, ma che studi e proponga nuove forme di equilibrio tra uomo e natura.

L’educazione ambientale che passa quindi attraverso un servizio di opportunità didattiche deve:

  • offrire uno spazio reale per delle esperienze reali di educazione ambientale;
  • garantire una sensibilizzazione ambientale fondata su di un approccio attivo;
  • salvaguardare la dimensione del piacere dell’attività e dell’apprendimento;
  • proporre strumenti per l’acquisizione di una nuova cultura scientifica;
  • favorire dei processi di assimilazione di comportamenti “ecologici” quotidiani

Attività ambientali: un approccio “integrato”

Sulla base delle nostre “idee di fondo”, abbiamo cercato di impostare un approccio nella prospettiva di collegare esigenze scientifiche, affettive, ludiche, civiche ed educative.

Intervenire in una realtà come quella di un Parco e rivolgersi a gruppi della scuola significa, secondo la nostra esperienza, proporre in maniera integrata:

  1. uno specifico discorso naturalistico che favorisca un’approccio originale con le risorse ambientali del Parco ed un autentico rispetto dell’ambiente stesso;
  2. una concreta esperienza educativa che concorra alla costruzione di una più riflessa mentalità ambientalista;
  3. la possibilità di allargare la percezione e la comprensione dei problemi ambientali a quelli sociali, storici, economici, ecc. Proporre dunque un’ E.A. di “seconda generazione” che associa alla difesa dell’ambiente la ricerca di nuovi equilibri tra uomo e natura.

Dal punto di vista operativo è indubbio, dunque che per noi, l’ambiente va prima di tutto vissuto, ponendo i bambini ed i ragazzi nella condizione di essere attivi, di percepire in prima persona la dinamicità della relazione con la natura.

Nel quadro delle attività che noi conduciamo in contesti analoghi a quello in questione, gli strumenti pedagogici che vengono privilegiati sono:

  • la sperimentazione diretta
  • la manipolazione e l’uso di elementi naturali
  • l’osservazione
  • la comparazione
  • la costruzione di ipotesi
  • il contatto fisico ed emotivo
  • l’uso di strumenti di investigazione sperimentale
  • il gioco
  • l’apporto di informazioni da parte degli esperti

Immagine di una bambina

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